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Presso l’Ospedale
Universitario L.Sacco opera un’Unita di senologia diretta dal Prof. Fabio
Corsi dell’Università degli studi di Milano.
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L’Unità di senologia svolge attività di diagnosi, terapia e follow-up e counseling
genetico delle pazienti affette da patologia mammaria.
Punti di forza del gruppo sono la stretta collaborazione con i radiologi, gli oncologi
e i chirurghi plastici gli psicologi e i fisioterapisti.
La sinergia fra i diversi professionisti coinvolti nella diagnosi e nella cura del
tumore al seno sono un requisito imprescindibile per un efficace trattamento del tumore al seno.
TUMORE AL SENO ALL’OSPEDALE SACCO:
| DIAGNOSI IN TRE ORE ALL’OSPEDALE SACCO |
Il Prof. Corsi: «Fattore tempo fondamentale per combattere il male e l’ansia dell’attesa di una diagnosi»
Poco più di tre ore. È questo il tempo necessario perché una donna ottenga una risposta molto importante per la propria vita: sapere se ha un tumore al seno. Ed è questo il contributo offerto dall’Ospedale Sacco di Milano in via G.B. Grassi 74 ogni giovedì: le pazienti affette da nodulo mammario o lesione mammaria sospetta riscontrata nel corso delle indagini di screening, di visita senologica o su specifica richiesta del medico curante possono effettuare gli esami e conoscere, nel corso della stessa giornata, l’esito.
«Il fattore tempo è decisivo nella lotta al tumore – spiega il chirurgo Fabio Corsi, coordinatore di questa iniziativa in occasione della Giornata per la ricerca sul cancro in programma venerdì 6 novembre –. Per questo motivo presso l’Unità di senologia dell’Ospedale Sacco siamo in grado di effettuare la diagnostica di primo e secondo livello e l’esecuzione dell’ago aspirato o di altre metodiche bioptiche fornendo i risultati nell’arco di poche ore. Le pazienti accedono alla struttura di radiologia tra le 11.30 e le 13.00: la consegna dell’esito citologico avviene intorno alle ore 15.00».
IL PERCORSO SALVAVITA DELL’ÉQUIPE DEL SACCO
- 11.30-13.00 Ecografia mammaria e mammografia, eventuale risonanza magnetica nucleare, visita senologica ambulatoriale, eventuale esecuzione di ago aspirato e di biopsia mammaria
- 15.00 Consegna dell’esito citologico presso l’unità di senologia
- In caso di tumore viene spiegato alla paziente il tipo di intervento chirurgico proposto e le diverse opzioni adottabili e fissata la data del prericovero e dell’intervento che sarà effettuato entro 30 giorni
PERCORSO DELLE PAZIENTI AFFETTE DA NODULO MAMMARIO O LESIONE MAMMARIA SOSPETTA CON DIAGNOSI VELOCE
Le pazienti accedono alla radiologia fra le 11.30 e le 13.00; la consegna dell’esito citologico avviene presso la Senologia alle ore 15.00-15.30.
- Valutazione clinica specialistica o riscontro di lesione sospetta durante indagini di screening. Esecuzione di ecografia di II livello, approfondimento mammografico eventuale risonanza magnetica nucleare MRI.
- Esecuzione di ago aspirato sotto guida ecografica con presenza del citologo Eventuale core biopsy.
- Consegna dell’esito citologico dopo 2 ore dall’esecuzione della manovra
Alla consegna dell’esito la paziente viene congedata con
- Data prericovero e intervento entro 30 gg dalla manovra (esito positivo)
- Data per biopsia stereotassica con mammotome (C3 o dubbio)
- Controllo di follow-up (esito negativo)
Personale coinvolto:
- Coordinamento: Prof. F. Corsi.
- Senologi ( Prof. F. Corsi. Dott.ssa A. Sartani, Dott.ssa D.Bossi
- Radiologi (Dott. ssa R. Amadori, Dott. R. Bianco)
- Anatomopatologi: (Dott.ssa C. Antonacci, Dott. F. Pagano, Prof. L. Vago)
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ALL’OSPEDALE SACCO ANALISI INTRAOPERATORIA DEL LINFONODO SENTINELLA |
Il Prof. Fabio Corsi: «Una metodica innovativa dimezza i tempi dell’analisi di questo indicatore permettendo di effettuare immediatamente l’eventuale operazione senza ulteriori ricoveri»
MILANO – La lotta al tumore del seno si combatte anche sul campo del tempo. L’ospedale Sacco di Milano - dopo aver annunciato soltanto pochi giorni fa la possibilità di assicurare, unico in Lombardia, una diagnosi in tempi brevissimi (tre ore circa) per le pazienti affette da nodulo mammario o lesione mammaria sospetta - regala un’altra buona notizia:
a partire dal 15 novembre 2009 verrà effettuata l’analisi intraoperatoria del linfonodo sentinella, che permette la valutazione di eventuali metastasi al cavo ascellare.
Nell’attuale realtà ospedaliera l’analisi del linfonodo non viene fatta intraoperatoriamente o se fatta intraoperatoriamente richiede infatti circa 60 minuti,rendendo difficile procedere contestualmente all’eventuale operazione una volta ottenuto il risultato.
L’Unità di Senologia dell’Ospedale Sacco utilizza invece una metodica innovativa che, dimezzando i tempi della biopsia del linfondo sentinella (e portandoli dunque a circa 20-25 minuti), permette di effettuare immediatamente l’eventuale operazione (linfoadenectomia ascellare) evitando un secondo ricovero e un’ulteriore anestesia per la paziente.
«Questa metodica innovativa – spiega il chirurgo Fabio Corsi - si chiama one step nucleic acid amplification (OSNA) e utilizza come marker la citocheratina 19 (CK 19). Il suo grande vantaggio? Abbattendo i tempi di analisi del linfonodo sentinella ci permette di poter intervenire immediatamente, se necessario, sulla paziente. Non servono ulteriori ricoveri e anestesie. Si consideri inoltre che operare nuovamente un cavo ascellare (linfoadenectomia ascellare in caso di positività del LNS) precedentemente oggetto di chirurgia (biopsia del linfonodo sentinella) è più difficoltoso ed espone la paziente a un’incidenza nettamente superiore di sieromi e sindrome da grande braccio e possibili lesioni di strutture nervose».
Razionale
La metodica della biopsia del linfonodo sentinella (LNS) nelle pazienti affette da carcinoma mammaria T1-2 è ormai pratica clinica consolidata.
Nella nostra realtà ospedaliera la metodica viene eseguita analizzando il linfonodo in toto ogni 100µm con un tempo necessario di circa 50 minuti e questo rende difficoltosa l’esecuzione dell’analisi intraoperatoria.
È stata proposta una metodica: one step nucleic acid amplification (OSNA) che usa come marker la citocheratina 19 (CK 19) e permette una analisi intraoperatoria del LNS in tempi inferiori ai 25 minuti.
Si tiene a precisare che attualmente si ha riscontro di circa un 15-20 % di LNS positivi su 100 paziente, che richiedono un riacceso chirurgico per linfoadenectomia ascellare estesa.
La necessità di linfoadenectomia ascellare richiede un secondo ricovero ed un’ulteriore anestesia per la paziente.
Ulteriore importante considerazione è che rioperare un cavo ascellare precedentemente oggetto di chirurgia è più difficoltoso, espone a maggiori rischi di lesioni di strutture nobili (nervo toracico lungo, fascio toraco dorsale) ed espone la paziente ad un incidenza nettamente superiore di sieromi e sindrome da grande braccio.
Funzionamento
Il sistema – dopo una breve preparazione manuale (sezione e omogeneizzazione) della durata di 5’ circa – inizia un analisi completamente automatizzata dell’omogenato. Attraverso un braccio meccanico avvia la dispensazione dei reagenti e quindi l’amplificazione del materiale proveniente dal paziente attraverso una miscela di enzimi, di primers dedicati (6) e di una serie di controlli positivi e negativi.
Al termine della fase automatizzata (minimo 16’) sul personal computer vengono esposti dei risultati qualitativi e quantitativi:
- ++ (copie di mRNA superiori a 5.000/ µL)
- + (copie di mRNA comprese tra 250 e 5000/ µL)
- - (copie di mRNA inferiori a 250/ µL)
In base a questi risultati si può procedere immediatamente o meno (se inferiori a 250/ µL) alla dissezione ascellare.
Il sistema richiede una minima calibrazione giornaliera d’uso e una manutenzione ordinaria.
Studi e dati clinici
Il metodo osna è stato applicato e valutato in numerosi studi multicentrici in differenti Paesi (oltre 3.000 casi). In ciascuno di questi studi, osna è stato messo a confronto con un esame istopatologico approfondito, non inferiore a tre livelli ogni 200µm.
Dal linfonodo sono state ottenute quattro sezioni di 1– 2 mm di spessore (in base alle dimensioni del linfonodo stesso); le sezioni dispari sono state utilizzate per il test osna e quelle pari sono state sottoposte all’esame istochimico multilivello In uno studio multicentrico (1) condotto in 6 centri in Giappone, sono stati analizzati 325 linfonodi prelevati da 101 pazienti.
Sono risultati positivi con entrambi i metodi 43 linfonodi, mentre 276 sono risultati negativi al test osna e all’istopatologia. Questi dati hanno originato un tasso di concordanza del 98,2%, specificità e sensibilità superiori al 95%. Nello studio Olandese (2) OSNA ha recuperato ben 15 casi di positività persi con la metodica tradizionale. Lo stesso studio suggerisce l’impiego dell’OSNA in routine utilizzando in toto o la maggior parte del linfonodo sentinella per l’analisi molecolare.
Questi risultati mostrano che l’mRNA della CK19 è un eccellente marker molecolare per la rilevazione delle micro e macro metastasi linfonodali del carcinoma mammario e che il test osna può essere applicato come strumento diagnostico per la rilevazione rapida delle metastasi nei campioni bioptici dei linfonodi sentinella, prelevati da pazienti con carcinoma mammario.
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EVENTI E NOVITÀ
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